Nello sconfinato universo della tecnologia, in cui singole aziende possono valere oltre un trilione di dollari e innumerevoli startup salgono alla ribalta grazie a cicli perpetui di innovazione, 20 anni possono sembrare un millennio. Ebbene, per festeggiare il nostro 20° compleanno vi invitiamo a ripercorrere insieme alcune delle evoluzioni e rivoluzioni che hanno contribuito a definire il nostro settore, con un viaggio nel tempo che ci riporta all’ormai lontano anno 2000.

Per rendere questo esercizio ancora più interessante, abbiamo voluto anche raccogliere le testimonianze dei clienti che lavorano ogni giorno con la tecnologia e che hanno assistito in prima fila alle sue incredibili trasformazioni…

 

Dal “Millennium Bug” a un nuovo ordine globale (e cibernetico)

Alla tenera età di 10 anni cedetti anch’io, come tanti, alla convinzione che il mondo sarebbe finito nel 2000, travolto dall’isteria generale che vedeva nel temutissimo “Millennium Bug” la fine del nostro universo informatico. Fortunatamente non ci fu quel crash del sistema binario che ci si aspettava; quello che accadde, invece, fu l’inizio di una rapida digitalizzazione globale che creò non poche preoccupazioni su come gestire al meglio i dati ed evitare che i software “si mangiassero il mondo”, come ipotizzato dall’informatico Marc Andreessen.

Il dibattito sull’integrazione di tecnologia e vita professionale è ancora in corso. In effetti, anche dopo la recente introduzione di normative europee come il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), si ha la sensazione che tali discussioni continueranno di pari passo con il progresso tecnologico.

Se da un lato la crescente accessibilità a Internet e la disponibilità di servizi cloud – che consentono di elaborare e archiviare enormi quantità di dati – hanno rappresentato una risorsa incredibile, dall’altro questi cambiamenti hanno anche dato vita a dei rischi, poiché l’apertura delle comunicazioni globali attraverso le reti IP ha fatto spuntare minacce da ogni dove, sia da parte di agenzie che di singoli cyber criminali.

Per fortuna esiste un’attiva comunità di sicurezza informatica dedita alla protezione di aziende e della società.

“Sono convinto che il lancio del progetto NoMoreRansom, che ha visto l’intera industry coinvolta, sia una dimostrazione lampante di successo,” afferma Raj Samani, Chief Scientist di McAfee. “In effetti, altre importanti iniziative come HaveIBeenPwned testimoniano l’impegno costante dei professionisti della tecnologia, che si sono attivati mettendo da parte i propri impegni per sviluppare iniziative che sostengano liberamente i cittadini digitali in un mondo in cui la sicurezza informatica è parte integrante della vita moderna. Questo sforzo collettivo colloca l’industria della sicurezza informatica al primo posto nel settore tecnologico, quanto all’apporto di contributi.”

 

Dal trasporto merci operato da persone alla creazione di codici

Nel 2000 le merci venivano spedite e recapitate tramite i servizi postali oppure attraverso un ristretto numero di corrieri specializzati. Amazon esisteva da soli sei anni ed era ancora una libreria online. Nei successivi 20 anni, la combinazione di e-commerce, banda larga, mobilità e piattaforme cloud hanno trasformato le modalità con cui cerchiamo, acquistiamo, commercializziamo, vendiamo e riceviamo prodotti.

“La trasformazione digitale della supply chain ha cambiato il mondo,” ha affermato John Bird, Public Relations director, EMEA & APAC di OpenText. “Sostenute dagli sviluppi della tecnologia cloud, le filiere si sono trasformate fino a diventare la principale spina dorsale digitale, che non solo ci fa vivere nella cultura della consegna in giornata, ma permette alle aziende di continuare il proprio business “as usual”, districandosi tra normative in evoluzione, disastri naturali e perfino una pandemia globale. La realtà è che le supply chain digitalizzate e basate su cloud guidano l’attuale marketplace globale. Offrono collaborazioni sicure, possibilità di controllare la provenienza di materie prime e fornitori etici, nonché business intelligence in tempo reale attraverso sistemi interni, applicazioni cloud, partnership commerciali e persino dispositivi connessi per alimentare un commercio sostenibile su scala globale.”

 

Dalle vacanze sui cataloghi delle agenzie di viaggi, alla vita nelle economie digitali istantanee

Sfogliare un catalogo di 500 pagine, restando al telefono in attesa di un agente di viaggio per prenotare una vacanza era la norma per chi andava in ferie nell’anno 2000. MySpace non esisteva ancora, per non parlare di Facebook, LinkedIn o Twitter. La combinazione di social network, data analytics e ottimizzazione dell’esperienza utenti ha ridotto al minimo il disagio digitale nel settore dei viaggi e dell’ospitalità, ma anche in quelli di media, dating e altri ancora.

Yvonne Bonanati, Senior PR Manager di HomeAway, azienda operante nel mercato delle case vacanza, ci parla dei tour virtuali come di un possibile elemento di svolta nel modo in cui le persone scelgono una casa per le proprie vacanze. “L’innovazione tecnologica che più spicca in assoluto – forse ancora di più in questo periodo di emergenza sanitaria – è la possibilità di ottimizzare l’esperienza del cliente attraverso tour virtuali,” afferma. “Questa esperienza a 360° consente di visitare la casa vacanza di propria scelta prima di mettersi fisicamente in viaggio, in modo da poter vedere importanti dettagli che potrebbero sfuggire in un’immagine statica. I tour virtuali consentono ai viaggiatori di godersi un magico anticipo di vacanza con un semplice clic.”

 

Cosa ci riserva il futuro?

Dobbiamo essere sinceri: mai prima d’ora si era assistito a un’innovazione tanto rapida nel campo dei software per le aziende – vi ricordate quando ci voleva un secolo per installare upgrade e aggiornamenti? Lascio che sia Graham Smith, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Splunk, a riassumere quanta strada abbia fatto il settore, e quanta ancora ne debba percorrere sia da un punto di tecnologico che culturale: “Poco più di 20 anni fa il Millennium Bug minacciava una vera e propria apocalisse tecnologica,” ricorda Smith. “Eravamo tutti legati all’ufficio fisico, con computer connessi a sistemi aziendali costosi, lenti e inaffidabili. L’innovazione non era ancora di casa nel mondo dei software aziendali, che ha visto il lancio del Blackberry solo nel 2002, del WiFi 802.11g nel 2003, di Gmail nel 2004, di AWS nel 2006 e dell’iPhone nel 2007. Oggi possiamo accedere a tutte le nostre app e ai nostri dati da qualsiasi parte del mondo, e i sistemi aziendali sono cresciuti di almeno un ordine di grandezza in fatto di qualità, velocità e sostenibilità di costi.

Quindi, cosa ci riserva il futuro? Mi aspetto che avremo software di utilità reale come l’Automazione dei Processi Robotici (RPA), a cui potremo delegare le mansioni più “ingrate”, e le tecnologie di Intelligenza Artificiale/Machine Learning basate sui Big Data definiranno le migliori scelte da intraprendere. Non ultima, anche la morte lenta e dolorosa dell’email.”

 

Non avremmo festeggiato il nostro 20° compleanno senza l’audacia dei nostri clienti, né senza il talento dei nostri colleghi e partner. E allora brindiamo ai prossimi 20!

 

P.S. Si potrebbero scrivere ancora pagine e pagine sui moltissimi altri cambiamenti tecnologici degli ultimi 20 anni, ma non volevo che questo blog diventasse un romanzo. Ora invece lascio a voi la parola. Raccontatemi la vostra sulle trasformazioni tecnologiche degli ultimi anni, scrivetemi a Edward.stevenson@hotwireglobal.com

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